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Il Parco Regionale Naturale del Conero e' un palcoscenico di rara bellezza che comprende un tratto di costa alta, oltre ad un'ampia fascia collinare interna, caratterizzati da scorci panoramici e da tanta storia. Un'area in totale di 6011 ha ricadenti nei territori di Ancona, Camerano, Numana e Sirolo. Di sassi bianchi come la pietra del Conero sono le calette ricavate dal Monte Conero, l'emergenza alta 572 m. a picco sull'Adriatico, unica nel suo genere da Trieste al Gargano.

Il video sul Parco del Conero e' stato realizzato da:

Regia e montaggio video: Daniele Frontini

Fotografie: Alessio Frontini

L'infinito di Leopardi e' letto da: Luca Violini

www.parcodelconero.com

Parco Nazionale dei M. Sibillini e' caratterizzato da una diffusa presenza di centri e nuclei d'origine medioevale, situati in posizione strategica rispetto alle principali vie di comunicazione ed in cui sono rinvenibili emergenze di notevole interesse storico e architettonico.

La leggenda vuole che nell'antro della Sibilla, posto sull'omonimo monte, vivesse "l'illustre profetessa che raro i suoi segreti altrui rivela".

Negromanti e cavalieri erranti, giungevano, da tutta Europa, dopo viaggi estenuanti nella speranza di carpire un oracolo alla Sibilla.

 

I Monti Sibillini fotografati da: John e Jennifer Kelly

Possiamo affermare con certezza che una sistematica ricerca di speleologi e geologi nella zona di Frasassi ha avuto inizio nel 1948, grazie all'attivita' del Gruppo Speleologico marchigiano di Ancona. Si deve ricordare tuttavia che anche nel periodo tra le due guerre vi furono alcune esplorazioni e ricerche di studiosi di preistoria e di scienze naturali, ma furono episodi sporadici.

Proprio nel 1948, e precisamente il 28 giugno, Mario Marchetti, Paolo Beer e Carlo Pegorari del suddetto Gruppo Speleologico scoprirono l'ingresso della Grotta del Fiume. Numerose altre esplorazioni e scoperte si avranno nella zona, grazie ai Gruppi Grotte del Club Alpino Italiano (C.A.I.) di Jesi e di Fabriano. Nel 1966 un componente del Gruppo Speleologico fabrianese, Maurizio Borioni, trovera' all'interno della Grotta del Fiume un'ulteriore diramazione, della lunghezza di oltre un chilometro. Da questo momento le esplorazioni e le ricerche divennero piu' assidue ed entusiastiche. Cinque anni dopo, nel luglio 1971, una nuova scoperta. Stavolta sono alcuni giovani jesini a trovarsi di fronte ad una stretta apertura da cui fuoriesce una notevole corrente d'aria.............................